La comunità accademica dell’ISSR in occasione del 70° compleanno del prof. Luigi Manca, già direttore dell’ISSR, esprime la propria gratitudine con il volume Intellectus enim merces est fidei. Studi in onore di Luigi Manca,(VivereIn, 2020), 566 pp..

“Corredato – così come dalla descrizione di Lorella Ingrosso, da una presentazione a cura dell’Arcivescovo di Lecce mons. Michele Seccia (pp. 7-9), da una prefazione del preside della Facoltà teologica pugliese, prof. Vito Mignozzi (pp. 11-20), dalla nota biobibliografica di mons. Manca che traccia il suo curriculum studiorum e la cospicua attività accademica e scientifica (pp. 21-37) e, da ben 29 contributi distribuiti in tre sezioni: Radici (pp. 43-200), Dialogo (pp. 205-381) e Vita (pp. 387-562). Inoltre un interessante apparato fotografico narra attraverso i “passaggi” dei Moderatori dell’ISSR (mons. Cosimo Francesco Ruppi, mons. Domenico D’Ambrosio, mons. Michele Seccia) e i Presidi di Facoltà (proff. Salvatore Palese, Angelo Panzetta, Vito Mignozzi), la vita, oggi, dell’Istituto superiore di scienze religiose metropolitano di Lecce”.

«Questo volume vuole esprimere – afferma don Antonio Bergamo, direttore dell’Istituto – la gratitudine dell’Issrm “don Tonino Bello” di Lecce a don Luigi per il suo servizio generoso e qualificato come direttore e come apprezzato docente che ha saputo appassionare allo studio dei Padri della Chiesa».

Il titolo è stato suggerito dallo stesso don Luigi Manca ed è una citazione di Sant’Agostino, di cui è un appassionato studioso. L’intera frase suona così: “Intellectus enim merces est fidei. Ergo noli quaerere intelligere ut credas, sed crede ut intelligas” = L’intelligenza è il frutto della fede. Non cercare dunque di capire per credere, ma credi per capire (S. Agostino, Commento al Vangelo di S. Giovanni, omelia 29,6). Don Luigi ha trattato questo tema: credi per capire nel suo ultimo volume, Sono diventato una gigantesca domanda. Colloquio con Agostino, (Roma, Viverein, 2017, pp. 189-201, cap. 18: Prima credere e poi capire?). A don Luigi Manca sta particolarmente a cuore il tema agostiniano della fede che, non solo non mortifica la ragione, ma la amplia e le conferisce profondità di intelligenza. Ciò significa che occorre mettere da parte il luogo comune che la fede abbia bisogno della ragione per essere spiegata. La fede stessa è intelligenza, anzi sorgente d’intelligenza che conferisce alla ragione umana un’immensità di orizzonte.

«Le radici della tradizione patristica, il dialogo fra teologia e filosofia, il contribuire a rendere feconda e generativa la fede vissuta radicandola nell’umano innestato in Cristo, – si legge nella presentazione a cura di mons. Seccia – sono le tre direzioni verso le quali queste pagine sono modulate e che ben tratteggiano come l’autentico umanesimo cristiano si dispieghi nell’indicare Cristo, nel quale viene rivelata all’essere umano la sua altissima vocazione».

«È proprio in questa cornice di significati che si inserisce la presente raccolta di scritti in onore di don Gigi»,  precisa il prof. Vito Mignozzi, preside della Facoltà teologica pugliese. Non solo una “sorte di redditio al festeggiato, ma allo stesso tempo “vorrebbe rappresentare una sorte di esercizio critico del pensiero credente”. «Tale raccolta – continua Mignozzi – lungi dall’essere banalmente un assemblaggio di testi, permette di rintracciare gli snodi principali che hanno segnato la biografia del prof. Manca, connotando con una certa evidenza lo sviluppo del suo pensiero teologico. Radici, dialogo e vita rappresentano così non solo le parole chiave che identificano e strutturano le tre diverse parti del presente volume, ma anche i fili che don Gigi ha saputo annodare nel suo servizio generoso e competente alla cultura teologica». Un traguardo non solo ‘cronologico’, ma anche kairologico ‘a motivo di una rilettura di un’intera esistenza.

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