Stefano ha concluso il suo percorso di studi presso l’ISSRM, portando con sè un bagaglio di competenze utili per confrontarsi con le sfide della contemporaneità.

Potresti descrivere il tuo percorso?
Il percorso di studi presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Don Tonino Bello” è stato sicuramente molto significativo per la mia vita. Nei cinque anni trascorsi a Lecce, per il baccalaureato in scienze religiose (laurea triennale) e per la licenza in scienze religiose con indirizzo didattico-pedagogico (laurea magistrale), infatti, ho approfondito in particolare il mio rapporto con il dato biblico e soprattutto come esso si concretizzi nelle varie realtà della nostra quotidianità. Perché non può restare “solo” un dato ma è chiamato a diventare Vangelo di vita. Senza tralasciare che grazie alle discipline teologiche ho portato con me un bagaglio culturale che mi consente di poter affrontare con serenità le sfide  e le domande del mondo odierno.

Dov’è oggi il tuo progetto professionale? In che cosa la formazione ricevuta dall’ISSRM “don Tonino Bello” è stata essenziale nel tuo percorso professionale?
Da quest’anno mi ritrovo ad insegnare Religione Cattolica in una scuola primaria. La formazione ricevuta è stata essenziale soprattutto per l’applicazione dei metodi didattici, in un approccio al dialogo con la pluralità culturale e la complessità, nella consapevolezza che attraverso di essi anche la scuola diventa più attraente sia per il docente che per l’alunno.

In cosa la tua formazione è stata innovativa secondo te?
Credo nella possibilità di poter conciliare la mia passione per il bene comune con quella che è l’offerta formativa dell’Istituto, tanto da riuscire a lavorare nell’elaborato della tesi di laurea sulla figura del sindaco santo di Firenze, Giorgio La Pira, e sul suo risvolto sociale ed educativo.

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